La fine delle directory

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Uno dei metodi che ho sempre consigliato per aumentare la popolarità del nostro sito è quello di iscriverlo alle tantissime directory web gratuite. Le directory infatti permettono di ricevere link “puliti” al nostro sito e di poter lavorare anche su particolari key per cui vogliamo scalare posizioni sui principali motori di ricerca.

La domanda che mi sto ponendo da diverso tempo è se l’inserimento nelle directory sia ancora un metodo valido ed efficiente. Al momento la mia risposta è “ni” e propende più verso il no che verso il si.

Fino a poco tempo fa si riteneva importante, se non fondamentale l’iscrizione dei siti all’interno di directory come dmoz, a quanto pare adesso il parere degli esperti SEO sembra essere radicalmente cambiato , l’iscrizione in dmoz non porterà più benefici così come avveniva alcuni anni fa.

Il problema però non è solo delle directory blasonate, ma anche delle migliaia in cui abitualmente iscrivevamo i nostri siti.

Le directory in linea di massima non portano guadagni ai loro gestori, ma solo perdita di tempo per l’approvazione dei link,  vengono quindi generalmente trascurate fino poi ad essere dismesse.

Alcuni mesi fa ho fatto richiesta di iscrizione per un mio sito in circa 500 directory,  il sito in questione trattava giochi, era completamente in regola e senza contenuti illegali, quindi senza motivi per cui potesse non essere accettato. A distanza di 4 mesi ho controllato tutti gli inserimenti e ho notato a malincuore che solo in una sessantina di directory compariva il mio sito. Ancor peggio è stato verificare che delle 500 directory circa 100 non esistevano più.

I relativi benefici nelle serp di Google sono stati quindi minimi guadagnando poche posizioni. Quali metodi vanno quindi utilizzati?

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